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L’innovativo progetto “In Their Shoes”, realizzato dalla casa farmaceutica Takeda, si è aggiudicato il Market Access Award 2017 nella categoria “Assistenza al Paziente”. Composto da un’app e da un kit di oggetti il progetto ha come scopo quello di offrire ai fruitori la possibilità di sperimentare la condizione vissuta quotidianamente dalle persone affette da malattia di Crohn e da Colite Ulcerosa, mettendosi nei loro panni. L’app, disponibile per dispositivi mobili, invia dei messaggi di testo che simulano quello che può accadere nel corso della giornata di una persona con Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale.

Per il suo contenuto innovativo e per il suo scopo il progetto è stato insignito del Market Access Award, riconoscimento che premia le migliori partnership tra aziende private e enti pubblici finalizzate al miglioramento dell’accesso alle cure, mediante soluzioni innovative. "L’impatto psicologico di queste patologie è più grave di quanto si possa immaginare, convivere con le MICI crea disagio e difficoltà – sottolinea Salvo Leone, Direttore Generale di AMICI Onlus – la sfida più dura che affronta una persona che ne è affetta è, prima di tutto, quella di far capire di avere una malattia cronica dalla quale non si guarirà mai e quali disagi questo provochi. “In Their Shoes” permette alle persone di conoscere meglio queste malattie e capire realmente che cosa si prova, aumentando l’empatia verso i pazienti e l’awareness sulla patologia". 

“Siamo orgogliosi di questo premio, che conferma ancora una volta la nostra volontà di mettere il paziente al centro di ogni attività - afferma Rita Cataldo, Amministratore Delegato della filiale nazionale della multinazionale giapponese - Il programma “In Their Shoes”, pensato per consentire ai nostri dipendenti di capire meglio i bisogni delle persone che ogni giorno devono fare i conti con queste malattie, è stato esteso ad alcuni rappresentanti delle istituzioni che, per la prima volta in Italia, hanno vestito per un giorno i panni di un paziente con MICI per comprenderne a pieno difficoltà ed esigenze”.

“Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, conosciute con il nome di Malattia di Crohn e Retto Colite Ulcerosa, sono patologie caratterizzate da un processo infiammatorio cronico segmentario della parete intestinale nel primo caso e della sola mucosa colica nel secondo - aggiunge Fernando Rizzello, Segretario del Gruppo Italiano per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Italian Group for Inflammatory Bowel Diseases, IG-IBD) - Il loro esordio si registra in giovane età, tra i 20 e i 30 anni, e spesso, a causa sia di un esordio subdolo sia di una scarsa conoscenza di queste patologie, si ha un grave ritardo di diagnosi. Data la loro complessità ed il coinvolgimento multiorgano, è fondamentale un approccio multidisciplinare, ossia una vera e propria ‘presa in carico’. Il medico deve non solo trattare le manifestazioni cliniche, ma deve capire l'impatto della malattia sul vissuto del paziente, sul suo stato d’animo, sulla sua qualità di vita e su quella della famiglia d'origine  e/o della sua nuova famiglia. L'obiettivo del medico, quindi, non si limita al mero controllo della malattia ma deve essere quello di restituire al paziente il suo ‘benessere fisico, mentale e sociale’, ossia la sua libertà​”.

 

 

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