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Presso molte ASL si è diffusa la prassi di bloccare le liste. Significa che, quando viene raggiunta una soglia che non consente di effettuare prenotazioni entro i tempi massimi di attesa, non vengono più accettate prenotazioni, non viene fissata una data, e la richiesta viene posta “in attesa di entrare nella lista d’attesa”.
Questo escamotage consente alle ASL di non documentare il superamento dei tempi di attesa e di non farsi carico della spesa a cui sarebbe tenuta per garantire la prestazione in via alternativa (intra-muraria o privata).

 

Chiudere le prenotazioni (fenomeno delle liste d’attesa bloccate), è una pratica vietata dalla Legge Finanziaria 2006, L. n. 266/05. Le Regioni possono applicare in tali casi, ai responsabili della violazione, addirittura un’ammenda da euro 1000 a euro 6000. 

Qui trovi tutte le informazioni utili per i cittadini che non vedono rispettati i tempi massimi non solo per le prestazioni diagnostiche, ma anche per gli interventi chirurgici [Clicca Qui] e un riepilogo di tutti i moduli di auto-tutela che le persone possono usare [Clicca Qui]

 

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